La scorsa settimana si è chiuso a Milano il Salone del Risparmio,  quella del 2019 è stata l’edizione più grande di sempre.

Ho partecipato a diverse conferenze e workshop, il tema del Salone era la sostenibilità. Sostenibilità come impegno per uno sviluppo sostenibile che garantisca un futuro al pianeta. Sostenibilità delle scelte produttive e industriali; sostenibilità nel consumo sempre maggiore di risorse naturali; sostenibilità di una demografia in crescita in alcune aree del mondo ed un invecchiamento della popolazione in altre.

Bene, gli spunti di riflessione sono diversi, mi piace però che l’attenzione si sia spostata da una economia tradizionale ad una innovativa, futuribile e sostenibile; prendere in considerazione i criteri di sostenibilità può portare a prendere decisioni più consapevoli, identificando le opportunità a lungo termine, con un impatto positivo. La sostenibilità è il driver fondamentale dei cambiamenti economici in atto e futuri.

I temi principali sono quindi il cambiamento climatico, l’inquinamento atmosferico, la scarsità dell’acqua, la sicurezza alimentare…

Le energie rinnovabili: la domanda di energia elettrica nel mondo è in aumento e le risorse fossili sono esauribili, le energie rinnovabili sono fonti senza fine con un basso impatto ambientale. Nuove tecnologie più efficienti e supporto delle politiche possono stimolare la crescita di questo settore.

La gestione ed il riciclaggio dei rifiuti: l’urbanizzazione, la crescita dei consumi, i limitati centri di stoccaggio e soprattutto la consapevolezza ambientale, obbligheranno a pensare a nuove soluzione per la gestione dei rifiuti.

Sanità, biotecnologia e robotica applicata alla medicina: l’invecchiamento della popolazione crea opportunità per le imprese che producono dispositivi per l’aiuto alla mobilità o per l’assistenza di anziani; la codifica del genoma umano aprirà strade per nuovi farmaci e ricerca, la robotica applicata alla medicina è un settore in grande fermento.

Riduzione delle emissioni, scarsità idrica e resa agricola: gli accordi sul clima prima di Kyoto e poi di Parigi porteranno le imprese e le famiglie ad una riduzione delle emissioni di CO2, cresce quindi la domanda di tecnologie atte ad abbassare le emissioni e a trovare vie energetiche alternative. La quantità di acqua dolce del globo è in continua diminuzione; un utilizzo più ciclico dell’acqua è necessario. L’espansione demografica porta a maggiori consumi alimentari, le tecnologie per una gestione efficiente dei terreni agricoli e delle coltivazioni, una ricerca su sementi e tecniche di coltivazione più produttive e a minor impatto è fondamentale.

E-Commerce, economie digitali e protezione dei dati:  i consumi mondiali sono in crescita, ma i canali tradizionali sono in crisi. L’E-Commerce moltiplica costantemente clienti e offre nuovi tipi di professioni. I Millennials (nati a cavallo millennio) acquistano nell’ 85% dei casi su Internet e i beni diventano fruibili in poche ore; le abitudini di consumo sono completamente variate dal 2000 ad oggi. Ma l’utilizzo della rete e dei social network ha creato la falla dei commercio dati personali. Da qui emerge l’importanza degli investimenti delle aziende in protezione dei dati e cybersicurezza.

La crescita demografica, si prevede che nel 2050 la popolazione mondiale sarà di circa 10 miliardi con una concentrazione molto maggiore nei Paesi emergenti; ciò porterà ad una nuova urbanizzazione: si stima che nel 2030 il 40%ca della popolazione sarà concentrata in 40 megalopoli da 10 o più milioni di abitanti. Ecco che diventano fondamentali infrastrutture, reti di collegamento fisiche e digitali, centri di istruzione e formazione e la costruzione di città intelligenti.

A margine di ciò si è discusso anche della Nuova Via della Seta; La “Belt & Road” Initiative (BRI) è un’iniziativa a lungo termine e un’importante strategia di sviluppo lanciata dal governo cinese per promuovere la connettività via terra e via mare tra Asia, Europa, Medio Oriente e Africa, istituendo e rafforzando partnership economiche e la collaborazione fra queste Regioni.

Si stimano investimenti fino al 2049 per un ammontare circa 12 volte il piano Marshall, 68 Paesi e 2/3 popolazioni mondiale coinvolti ed impatto sul 40% del Pil mondiale.

A cura di Edoardo Toia

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