Nella società moderna, scandita da ritmi sempre più frenetici e da un mercato sovraffollato, i paradigmi che fino ad oggi sono stati la base delle discipline economiche gestionali che caratterizzano il management si stanno rivelando sempre meno applicabili per affrontare la complessità del mondo organizzativo.

Occorrono nuovi riferimenti e nuovi contributi innovativi che provengono dall’economia comportamentale e dalle neuroscienze.

Nasce nel 2006 il Neuromanagement.

Che cosa è il Neuromanagement?

E’ la Scienza che, mediante la comprensione del funzionamento del nostro cervello, analizza i comportamenti tipici delle attività manageriali (es: il comportamento di un leader, l’intenzione alla collaborazione, le decisioni sotto pressione…) e i principali problemi di carattere economico (es: i comportamenti di consumo e la percezione di un brand, le emozioni provocate da una pubblicità, gli atteggiamenti verso investimenti rischiosi…).

Le più recenti scoperte neuroscientifiche e di mercato hanno provato come l’85% delle scelte dei consumatori siano irrazionali.

In un mercato sempre più affollato e in una società sempre più frenetica, misurare le emozioni, comprendere le scelte inconsapevoli e le decisioni irrazionali dei consumatori è un passo avanti verso il futuro e una svolta per il presente.

Quali sono i risvolti pratici del Neuromarketing?

Con le tecniche di Neuromarketing è possibile misurare l’efficacia della comunicazione e del marketing misurando direttamente le emozioni e i processi alla base delle decisioni di acquisto.

Inoltre è possibile valutare il comportamento del consumatore e ciò che accade fisiologicamente in risposta a specifici prodotti, marche o pubblicità.

Il Neuromarketing nasce dalla convergenza di più discipline quali neuroscienze, brain imaging, psicologia dei consumi e tecniche d’indagine tradizionali (focus group, interviste o questionari).

Tramite l’analisi di indici psicofisiologici correlati a specifici pattern emotivi, è possibile valutare e interpretare obiettivamente il coinvolgimento e l’engagement del consumatore.

L’uomo è un essere emotivo che razionalizza, non una macchina razionale che prova emozioni.

Antonio Damasio

 

La nostra mente, secondo Damasio, non è strutturata come un computer, in grado cioè di presentarci un elenco di argomenti razionali a favore o contro una determinata scelta.

La mente umana agisce in maniera molto più rapida (anche se meno precisa): prende in considerazione il peso emotivo che deriva dalle nostre precedenti esperienze, fornendoci una risposta sotto forma di sensazione viscerale.

L’errore di Cartesio è stato quello di non capire che l’apparato della razionalità non è indipendente da quello della regolazione biologica, e che le emozioni e i sentimenti spesso sono in grado di condizionare fortemente, e a nostra insaputa, le nostre convinzioni e le nostre scelte.

Quali sono i vantaggi pratici per un manager o un imprenditore?

Le ricerche sono indirizzate a costruire nuove teorie del management e fornire a tutti i dipendenti delle realtà aziendali strumenti utili per gestire al meglio il proprio lavoro.

E’ proprio nella conoscenza dei meccanismi di funzionamento del nostro cervello che risiedono gli strumenti per una migliore gestione di comportamenti, emozioni e atteggiamenti collettivi.

Per un manager significa sviluppare maggiori capacità di gestire rischi, stress, prendere decisioni rapide…questo serve in un mondo del lavoro sempre più sfidante e complesso per migliorare benessere organizzativo e produttività dello studio odontoiatrico.

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