Il libero professionista sceglie una professione intellettuale e nella testa vuole essere indipendente, è titolare del suo studio e del libero arbitrio, può ascoltare pareri e suggerimenti, può chiedere consigli a temporanei esperti, può assumere dei dipendenti, può decidere autonomamente di sostenere gli investimenti, può fare pubblicità con il suo nome, può avvalersi di collaboratori, può stipulare contratti di partnership e convenzioni, può fare tantissime cose, ma di fondo non vuole che nessuno gli imponga cosa fare… non vuole avere soci ma colleghi. Ama la libertà della libera professione.

Come chi ha scelto di essere socio e non libero professionista come lui, è iscritto all’Ordine e paga L’Empam, ma risponde sempre in solido sulle responsabilità assunte nei confronti dei pazienti, dei fornitori, del fisco, anche sotto il profilo contrattuale-civilistico oltre che personale-penale. Il libero professionista quando intraprende l’attività rischia il capitale proprio ed esattamente come ogni imprenditore investe i suoi risparmi e la sua equity.

Come tutti, vuole pagare le “tasse” giuste ed offrire il miglior servizio ai suoi pazienti. È di fatto un imprenditore di se stesso. Ama la sua professione.

Il socio è un professionista un po’ meno libero o smette di esserlo quando agisce in forma di società con altre persone e colleghi, in società di capitali, o società cooperative. Ne deve quindi valutare bene i vantaggi! Perché essere liberi professionisti può non avere prezzo e può valere molto più di un piccolo, a volte rischioso, beneficio fiscale.

Il socio non decide ma condivide, nella migliore delle ipotesi.

Fatta questa premessa, con le dovuta cautele è sempre partendo dalla considerazione che “non tutto è per tutti”, ricordate una delle regole dell’economia aziendale: “piccoli numeri piccoli vantaggi, grandi numeri grandi vantaggi, ma stessi proporzionali rischi”.


L’escamotage della Srl uninominale.

Per non avere soci ma per ottenere i vantaggi fiscali di una srl, qualcuno ha suggerito l’ipotesi di far costituire una srl uninominale al dentista. Si può essere socio di se stessi. Si può fare per legge, teoricamente però, perché è una forzatura giuridica per un dentista e può essere molto rischiosa se risulti evidente che in questo modo il libero professionista voglia eludere le tasse e trarre solo i vantaggi fiscali della Srl essendo unico socio della sua Srl uninominale.

Al limite della giustificabilità sarebbe poter dimostrare una così elevata organizzazione ed una così rilevante gestione dei rischi di impresa, tale da rendere complessa una professione odontoiatrica al punto da poter sostenere la ragione giuridica e fiscale della srl uninominale di un socio unico. Comunque ripeto, i professionisti è meglio che non costituiscano Srl unipersonali (socio unico).


Curiosità. Durante la mia consulenza di sei anni per la SIDO (Società Italiana Di Ortodonzia), fu costituita la SIDO Service Società Uninominale, per poter gestire le attività commerciali della società scientifica, come ad esempio ricevere sponsorizzazioni dalle Aziende ed organizzare Congressi. In questo caso le società a responsabilità limitata sono strumenti associativi necessari e corretti.


Bisogna accettare il concetto che fare società, significhi avere almeno un socio. Quando il dentista smette di essere libero professionista e fa società, a questo punto può scegliere se avere soci di capitali, oppure soci colleghi, oppure può scegliere di avere entrambe le tipologie di soci.

Sapete tutti che avendo dei soci, non sarete più l’unico responsabile nella gestione, ma lo sarà la società nella misura del capitale versato (Srl – Società a Responsabilità Limitata). Ovviamente e rimane sempre personale la responsabilità penale.


Leggerezza nelle Società semplici.

Parlando di società, va detto che, per gli effetti della crisi, il legislatore ha ratificato una norma che permette la costituzione delle società semplici. Non si paga il notaio per costituirla, è esente dal pagamento di bolli e di diritti di segreteria, è necessario invece pagare un diritto annuale oltre all’imposta di registro, si possono costituire versando solamente da 1€ a 10.000€ di capitale sociale. Quindi teoricamente tutti potrebbero disporre di questo capitale, ma è solo teoria, perché anche qui molto dipende dal tipo di attività che si decide di intraprendere.

Che sicurezza finanziaria dareste ad una società che ha versato un capitale sociale di 1€? Vi fareste curare da una società che risponde civilisticamente al massimo per un capitale sociale di 1€?


Le Stp, sono le eterne incomprese incomplete.

Seguendo sempre il filo di questi corretti ed “ovvi” ragionamenti, perché più professionisti odontoiatri dovrebbero fondare una società? Perché in qualche caso soci esterni mettono soldi, finanziandoli? Queste società erogano sempre prestazioni sanitarie, a mezzo di professionisti abilitati e quindi l’oggetto della società è una professione, o un’attività professionale.

I soci delle Srl-Stp devono essere almeno per due terzi medici od operatori sanitari iscritti all’Albo. Se litigassero e qualcuno se ne andasse, nel caso in cui i sanitari diventassero meno dei due terzi, la società deve essere sciolta. L’attività professionale deve essere svolta esclusivamente dai soci. Queste società devono informare i pazienti, comunicando pubblicamente che sono una “società tra professionisti”, con l’acronimo “S.t.p.”. Altrimenti basta scrivere “S.r.l.” dopo il nome della società.

Si puó e si deve essere soci di una sola Stp. Soci una sola volta quindi. Il buonsenso in modo ovvio e la legge in modo coercitivo, prevedono che chi fa parte di una società tra professionisti non possa fare concorrenza sleale partecipando ad altra società tra professionisti (art. 10, comma 6, della legge 12 novembre 2011, n. 183).

I pazienti si fidano dei medici, vogliono scegliere da chi farsi curare ed è ovvio che un medico che presti servizio in una società di medici e ne sia socio, non possa anche esserlo anche di un’altra. È lui stesso un valore di quella società! Significa che le società sanitarie sono in se portatrici di valori umani personali e di caratteristiche individuali, di persone che curano persone e non solo di numeri scritti su un foglio di carta da qualche teorico analista finanziario. Fortunatamente sono sempre meno questi amanti dell’esercizio sui numeri…

Oggi chiunque può essere Amministratore di una società tra professionisti, anche un socio non medico se i soci dovessero ritenere che tra di loro non si siano presenti le sufficienti competenze. Sarebbe interessante approfondire qui anche il tema assicurativo, con la possibilità di corrispondere all’Amministratore il vantaggio di un Trattamento Fine Mandato (TFP) ed in qualche caso la possibilità di rateizzare i premi assicurativi da pagare (ma ci dilungheremo troppo e non è questa la sede dovendo disquisire anche sul tema Empam).


L’Srl odontoiatrica, mai per soli motivi fiscali.

Nel dibattito sulla forma istituzionale da preferire per svolgere l’attività professionale, tra l’una o l’altra scelta, è determinante chiedersi quale siano le motivazioni che vi spingono a prendere in esame diverse opportunità. “Ragioni fiscali?”; “acquisire soci finanziatori?”; “anticipare questioni ereditarie?”; “pianificare la vendita dello Studio?”; “aumentare la competitività sul mercato?”; “questioni organizzative?”; valorizzare il nome del dentista, il marchio (brand)? Altro? Il tema é importante, oggi anche sempre più attuale. Il fulcro della decisione sta nel dubbio che non ci sia mai un solo motivo a spingervi verso una scelta così importante!

Sentirete spesso pareri divergenti perfino sul profilo fiscale, giuridico ed autorizzativo. A volte non arrivano le autorizzazioni sanitarie e non essendo concesse, tutta l’attività resta bloccato o inerte economicamente, con danni incommensurabili e rischi improponibili.

Ma soprattutto attenzione, il percorso decisionale va sviluppato analizzando le specifiche esigenze di ciascuno, perché non esiste una regola generale che vada bene per tutti.

Iniziamo subito con il dire che se sulla carta l’Srl e l’Stp sembrano avere maggiori vantaggi fiscali. Sebbene non ci sia quindi molto da dimostrare in assoluto, protendendo verso l’Srl i molti vantaggi tributari e fiscali, la questione va vista però in senso relativo, occorre sempre approfondire bene il piano economico, finanziario e fiscale individuale.

Avete intenzione di effettuare investimenti importanti? Pensate di ottenere utili in crescita nei prossimi anni? Distribuirete gli utili, oppure autofinanzierete l’attività senza accedere troppo alle fonti di finanziamento esterne?  Avete intenzione di creare un vostro piccolo network, anche semplicemente partecipando finanziariamente e collaborando con altri colleghi? Avete intenzione di acquistare l’immobile? Assumerete più personale? Pensate di accantonare somme in assicurazioni personali? Avete l’immobile di proprietà?


Durante un’altra mia consulenza istituzionale di circa dieci anni in ANDI, l’ANDI Servizi srl ha erogato attività che oggi ANDI ha implementato con ancora più ANDI srl su temi delle attività gestionali che svolge (ANDI Servizi, ANDI Media, ANDI Progetti, ANDI Immobiliare).

Esiste anche l’autorevole Fondazione ANDI Onlus. In questo caso le società a responsabilità limitata sono strumenti associativi necessari e corretti.


Immaginiamo ad esempio che un dentista voglia tutelare la moglie ed i figli costituendo una normale Srl questi familiari potrebbero regolarmente detenere il 100% delle quote e garantisti la proprietà dello Studio, senza interferire nelle decisioni cliniche, appannaggio dei medici e basate sul libero arbitrio. Se invece questo dentista costituisse una Stp, i due terzi del capitale dovrebbe essere di proprietà esclusiva dei dentisti, dovrebbe quindi cedere quota ad un collega che lavora in studio, rendendo questa società poco appetibile e garantista verso la famiglia, perché moglie e figli non odontoiatri non deterrebbero le quote maggioritarie.

Questo dentista, con l’Stp, non potrebbe far restare proprietari della clinica i familiari senza perdere la maggioranza delle quote, mentre costituendo una Srl questo aspetto non si presenterebbe, perché le quote possono essere detenute da chiunque.


E nulla sfugge al superiore controllo.

Ogni movimento del conto corrente di una Srl dovrà avere un giustificativo, ogni fattura dovrà essere contabilizzata e saldata, il bilancio dovrà essere redatto e approvato dagli amministratori secondo determinate regole che consentono ai soci di valutare attentamente, ogni anno, la situazione precisa dell’azienda.

Questo consente un maggior controllo e la prevenzione di eventuali anomalie o problemi che potrebbero aver luogo in futuro.


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