Lo spread, questa parola di origine anglosassone, che a intervalli di tempo più o meno lunghi, diventa la più usata nei giornali, nei talk show, nelle strade e nelle piazze; che è l’incubo degli economisti e di alcuni politici, significa, dal vocabolario Treccani, “differenza tra i livelli di quotazione di un titolo o fra tassi di interesse, o anche differenza riferita ad altre grandezze economiche”.

Lo spread è quindi una differenza tra due cose misurabili, nel nostro caso, è la differenza che intercorre tra il rendimento del titolo di Stato decennale italiano con il suo equivalente tedesco, ovvero tra il BTP con scadenza 2028 e il BUND scadenza 2028.

Prima di raccontare cosa significa questo differenziale, è opportuno introdurre anche il concetto di Rating. Il Rating è la valutazione del debito di ogni debitore, Sati sovrani o aziende private.

In Europa il debito tedesco ha una valutazione massima (AAA) cioè si stima che il debitore garantisca la massima solvenza. Più il rating scende, cioè passa da AAA a AA a A fino a BBB e oltre, meno il debitore è solvente. Il rating del debito italiano è BBB.

Il debito tedesco, finanziato tramite l’emissione di titoli di Stato, i Bund, è il riferimento europeo del rischio più basso, il tasso di rendimento del Bund è il punto di partenza per misurare il debito degli altri Stati dell’Area Euro.

Tutti gli Stati europei hanno dunque uno spread, una differenza di rendimento con la Germania, più è alta questa differenza, meno il debito sovrano nazionale è sicuro.

Lo spread è misurato in punti, 100 punti di spread equivalgono all’ 1% di differenza tra il BTP italiano a 10anni e il Bund tedesco a 10anni.

Lo spread può salire o perché sale il rendimento del titolo italiano o perché scende quello del titolo tedesco, o l’insieme delle due possibilità.

Se dovessi dare la definizione corretta in questo contesto, lo spread misura costantemente il rischio Paese.


 

Dal settembre 2014 a oggi il rendimento decennale tedesco è stato sempre compreso tra l’1% e il -0.14%, significa cioè che se un investitore presta 10.000 euro al Tesoro tedesco, si accontenta nel migliore dei casi di portare a casa nel migliore dei casi 100 euro lordi all’anno per 10 anni, nel peggiore dei casi presta gli stessi 10.000 euro per averne 9.984 dopo 10 anni.

La distorsione del rendimento negativo è causata dal fatto che in determinati momenti di instabilità politica ed economica si è disposti a pagare un interesse per avere la sicurezza di parcheggiare i propri risparmi in un porto sicuro.

Sempre da settembre 2014 a venerdì scorso, 25 maggio, il rendimento del decennale italiano è oscillato tra il 2,35% e lo 0.95%.

Lo spread è la differenza, misurata ogni minuto, di questi due tassi; ad esempio se il BTP rende il 2% e il Bund lo 0.5%, lo spread è 150 punti.

La media degli ultimi 3 anni è intorno ai 160/180 punti.

Lunedi e soprattutto martedì di questa settimana, dopo la crisi politica e la crisi istituzionale che hanno fomentato l’incertezza, lo spread ha toccato quasi i 300 punti, cioè il 3% di differenza di rendimento.

Due sono i motivi che hanno portato a questa impennata, il rendimento BTP 2028 è passato in pochi giorni da 1.8% a 3.25% e il rendimento del Bund 2028 è sceso dallo 0.6% allo 0.3%: l’effetto quindi è stato doppio.

Si è prezzata una crescita rapida di rischio sull’Italia; gli investitori quindi hanno venduto titoli di Stato italiani e si sono rifugiati nei titoli di Stato tedeschi.

Martedì, nel pieno panico sui mercati finanziari, è successa anche una altra cosa ancor più grave; l’inversione della curva dei rendimenti: i BTP con scadenza due anni avevano un rendimento superiore dei BTP con scadenza  anni. Questo significa che chi ha prestato soldi al Tesoro italiano aveva più paura di non essere rimborsato entro 24 mesi che dopo 10 anni.

Fortunatamente già da mercoledì si è ristabilita una apparente normalità e lo spread è tornato a scendere anche se su livelli ancora storicamente alti. (220/240 punti).

Qui sotto alcuni grafici esemplificativi.

In Blu il rendimento BTP, in rosso il rendimento Bund, lo spread è la distanza tra le due linee.

A cura di Edoardo Toia


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