Il 2021. L’anno della filosofia aziendale e della semplificazione.

Nei periodi di crisi e di post crisi è dimostrato come il management abbia maggiormente bisogno della filosofia aziendale e della sua forza motivazionale.

Con i valori che riesce a rappresentare, la filosofia aziendale diventa uno strumento con un impatto produttivo positivo nella ricerca di energie e soluzioni, perché non bisogna mai dimenticare che le aziende sono composte di persone e che le stesse si rivolgono ad altre persone.

Scrivo questo articolo senza alcuna presunzione, condividendo con voi un ragionamento e senza adottare alcun linguaggio specialistico accademico.

Voglio trattare i temi del management in modo discorsivo, soffermandomi sui nostri processi decisionali in questa grande emergenza sanitaria mondiale che ha caratterizzato l’anno appena terminato e modificato in parte le nostre abitudini. Le materie economiche, vanno affrontate in modo diretto. È’ possibile sostenere e quantificare i risultati espressi oggettivamente, perché i numeri sono sempre l’effetto di un risultato, sono la sintesi di percorso realizzato in modo concreto, come quelli tratti dalle decine di consulenze all’anno che ho svolto durante quasi 30 anni di professione ed in particolare in questi mesi del 2020.

L’anno appena conclusosi è stato difficile per molti e di grande insegnamento per tutti. Sul tema del Management e del Marketing abbiamo assistito al proliferare di innumerevoli consulenti extraclinici, con consigli e previsioni spesso sovrapponibili. Su Internet, c’è stato un replicarsi e sovrapporsi di webinar e video meeting, alcuni veramente utili, ma molti altri inconsistenti. Io ho preferito ridurre la mia presenza sulla rete, per restare ad osservare e per studiare ciò che stava accadendo, che nessuno poteva professionalmente prevedere.

Nel raccogliere i dati, ho preferito ascoltare le istituzioni autorevoli e con responsabilità mi sono concentrato sugli impegni assunti: ho coordinato la V edizione del prestigioso Post Graduate di Management e Marketing in Odontoiatria – Università Vira Salute San Raffaele, che ha ottenuto il maggior successo di sempre ed estendendo anche i posti per i partecipati sold out; ho organizzato e svolto la XVII Edizione del mio “must delle gestione”, il CPA (Corso Pratico Annuale) in modalità on-line; ho partecipato infine ai consueto convegni organizzati dalle Società Scientifiche.

Principalmente, pur raccogliendo i consueti consensi, mi sono concentrato sui miei clienti, perché le crisi passano e bisogna essere pronti alla ripartenza.

Per chi ha sempre creduto che la relazione dialogica con i pazienti, attraverso la costante comunicazione personalizzata, con tutti gli strumenti oggi disponibili, anche innovativi, ha  potuto constatare come “saper prendersi cura”, sia un concetto ben diverso dal solo “curare”. Poi, sempre attraverso la filosofia di una corretta gestione sotto controllo, con metodo, ma senza rigidità, chi ha impostato il proprio studio all’insegna dell’efficienza e dell’efficacia, ha potuto più facilmente mettere in sicurezza l’attività presente ed il futuro economico riducendo il rischio di impresa, senza perdere tempo e senza distrazioni. Tutto questo sia spunto di riflessione per un 2021 all’insegna della vera ripartenza e della motivazione.

Una crisi per definizione transita, passa e va, altrimenti non si chiamerebbe crisi. In medicina, cosi come in economia, il concetto di crisi è associato ad un periodo transitorio: ad esempio il cambiamento improvviso nel decorso di una malattia. La crisi può essere anche economica, politica, sociale, perfino emotiva attraverso un pianto, ma una cosa è certa, la crisi evolve in positivo o in negativo, ma poi ha un esito: termina.

Le crisi economico-politico-sociali non sono tutte uguali. La crisi della depressione degli anni ‘30; la crisi petrolifera degli anni ‘70; la crisi Argentina al termine degli anni’90; la crisi degli anni 2007-2013 che ha segnato la grande recessione finanziaria e la paura di tornare agli anni ‘30; infine la crisi definita  “Whatever It Takes” determinata dall’indebitamento accumulato negli anni 2007-2013 caduta come un flagello mettendo in ginocchio i già deboli conti pubblici dei paesi dell’eurozona più vulnerabili come il Portogallo, l’Italia, l’Irlanda, la Grecia e la Spagna.

Per semplificare, le crisi economiche producono due effetti: il primo sulla domanda ed il secondo sull’offerta. L’effetto della crisi sulla domanda fu ad esempio quello degli anni ‘30 ed anche alla fine degli anni ‘90 ed inizio degli anni 2000, con il drastico aumento della disoccupazione; l’effetto sull’offerta, invece come quello degli anni ‘70 produsse la riduzione della spesa delle famiglie.

Quando la crisi è di domanda, mancheranno prima di tutto i soldi alle famiglie ed alle imprese; quando è di offerta, invece si deve stimolare le imprese a sviluppare attività nuove e rendere più competitive le attività di prima in modo migliore. Per quelli più esperti, nel leggere questo articolo, ricordo che il PIL (Prodotto Interno Lordo) rappresenta il valore dei beni e servizi prodotto all’interno di un paese in un anno.

Se dividiamo l’anno in trimestri, quando il PIL di un trimestre è inferiore a quello dei due trimestri precedenti, la definiremo una crisi dell’offerta, perché tutto si è fermato ma anche di domanda, perché ci saranno meno soldi da spendere per le famiglie.

Il Coronavirus ha generato per la prima volta una situazione che ha unito la crisi dell’offerta a quella della domanda, ma non solo, ha generato una profonda modifica nei processi decisionali e quindi nelle scelte da parte delle persone (pazienti) legate alle loro abitudini, per cui è difficile pensare ad una “crisi” con effetti temporanei. Siamo davanti ad un processo di modifica permanente, in cui tante cose con torneremmo mai più come prima: acquisti sempre più on line, “rider” del cibo e della spesa on line consegnata a domicilio, denaro elettronico, formazione a distanza ed infine la telemedicina,…

Inutile continuare questo elenco di cose che al termine della crisi rimarranno, sarebbe anacronistico pensare che il Covid non abbia accelerato e modificato tutto ciò.

Cosa fare adesso? Come affrontare questo 2021?

Solo sviluppando la consapevolezza, approfondendo le competenze e stimolando i pensieri creativi delle imprese a fare cose nuove o a rifare le cose di prima, ma in modo migliore, che si favorirà il successo imprenditoriale in questa crisi post Coronavirus.

La filosofia allora entra nello studio libero professionale, così come in azienda ed aiuta a comprendere il ruolo sociale ed economico dell’offerta dei servizi, soprattutto in Sanità. Il profitto, inteso come generatore ultimo di tutti i valori, non sarà il bene principale in questa congiuntura dove il pubblico, i consumatori, i pazienti, vogliono ciò che è vero, naturale e che viene presentato come affidabile, bello, e solidale. L’economia in questo tempo di crisi ha bisogno di valori sociali per non ridurre le persone che vi partecipano a mere risorse umane.

Suggerisco nel 2021 per molti di procedere alla valutazione interna della propria attività.

Attraverso la Check Up Analysis Arianto, i miei clienti possono capire dove sta andando l’azienda, lo studio professionale ed in generale la loro attività.

Sarà l’anno delle persone che animano l’azienda e che contribuiscono allo sviluppo degli obiettivi. Sono gli investimenti nelle persone, quelli che rivestono da sempre un ruolo fondamentale per il successo in Sanità. È grazie all’investimento nella formazione dei propri dipendenti e collaboratori, nella crescita del loro vissuto professionale ed attraverso conoscenze e le esperienze individuali, che i miei clienti sono riusciti sempre a stimolare i propri dipendenti e collaboratori.

Nel 2021 continueremo a praticare l’importanza di quegli input che allenano il pensiero critico e le capacità creative, attraverso cui riuscire così ad affrontare con successo le sfide imposte dai cambiamenti sociali ed economici che interessano il mercato di riferimento della libera professione odontoiatrica.

Posso dire, dati alla mano, che tutti  questi miei clienti hanno addirittura raggiunto risultati migliori degli anni precedenti, nonostante i tre mesi di quasi chiusura totale ed una latente timorosità percepita nell’aria da parte di alcuni pazienti.

È per questo che nelle mie consulenze ho trasformato il concetto astratto, teorico e spesso inefficacemente sovrastimato dei numeri del “Controllo di Gestione”, in quello più completo di “Gestione sotto Controllo”, coerentemente adattato alla singola filosofia aziendale di ogni mio cliente, rispettando le loro esigenze con le soluzioni individuali. A poco serve perdere tante energie nel misurare dati statici e fini a se stessi, sempre retrospettivi e spesso incompleti.

Occorre pensare al futuro, raccogliendo e sviluppando le energie vitali per favorire l’intuito imprenditoriale e la misurazione degli investimenti, pianificandoli strategicamente.

La chiave per trainare il successo dell’azienda, è sempre quella di circondarsi delle persone giuste e favorire il benessere di chi vi lavora, perché la consapevolezza di avere in comune ideali e convinzioni dà origine alla fiducia. Per lavorare in modo sereno, serve puntare sull’organizzazione, sulla chiara definizione di ruoli e delle funzioni. Le decisioni aziendali, nell’interesse del gruppo, sono frutto della stessa visione condivisa.

La forza comunicativa diventa esponenziale all’esterno e fa crescere la stima e la reputazione dell’azienda, dimostrando infatti come il successo derivi dalle persone che ne fanno parte, soprattutto se animate da motivi diversi dal mero vantaggio economico e questo si traduce in una percezione di valore reale non misurabile in denaro. La fiducia del mercato.

Nelle mie consulenze ho introdotto, oltre alla “Gestione sotto Controllo”, diverse nuove discipline, affiancando ad esempio l’economia al Neuromanagement. Ho generato quelle necessarie innovative aperture per affrontare la complessità dell’attuale scenario competitivo.

Ho modificato la vecchia visione del Management, che applicava staticamente in modo replicante le discipline gestionali ingegneristiche, economiche e tecnologiche, perché durante questa crisi e pensando anche ai prossimi anni, oggettivamente ho capito che non era più sufficiente la gestione aziendale  attraverso i numeri per garantire la sopravvivenza e l’implementazione di un’impresa.

Ho intravisto nuove forme di gestione aziendale che coltivano la conoscenza interna per trasformarla in valore di mercato. Ho lavorato sulla filosofia aziendale ed il 2021 sarà l’anno della rinascita dei valori di impresa.

Bisogna riuscire a liberare le risorse individuali di ciascun componente interno all’azienda (il team), ma anche esterno (i pazienti), permettendo di implementare risorse senza le quali, in questa nuova crisi economica, il business non potrà prosperare. Adottando un riferimento ermetico, per i latinisti filosofi: “Copula mundi”…, puntare sulla centralità, sulla mediazione sul legame, sull’adattamento.

Facciamo tutti parte di un sistema che per vivere deve essere sinergico, generando armonia tra titolari medici, collaboratori, dipendenti, pazienti, fornitori, consulenti. L’approccio filosofico imprenditoriale non crede nella contrapposizione tra valori etici e profitto, ma è la conferma che l’esistenza di un’attività che realizza la sua missione aziendale sui valori, porti alla creazione di profitto nel medio e lungo termine. Al contrario, i problemi sorgono se si punta esclusivamente a massimizzare il profitto a breve termine.

Dal valore del profitto alla valorizzazione delle motivazioni, attraverso il ruolo della filosofia aziendale, riflettendo in modo profondo sul ruolo sociale ed economico rivestito, sul valore aggiunto che ciascuno può esprimere, contraddistinguendosi.

I “Manuali Operativi del Metodo Arianto” hanno permesso di sviluppare positivamente gli equilibri ed i rapporti umani interni ed esterni, dal team dello studio ai pazienti stessi. Quando ho dovuto aiutare i miei clienti a scegliere le persone da assumere, ho messo le attitudini al primo posto. Non ho avvalorato semplicemente un buon curriculum o una grande etica del lavoro, perché non è questa oggi la garanzia di successo. Sono consapevole che le conoscenze e le competenze rappresentino un valore basilare, ma da sole non bastano.

Le conoscenze sono l’insieme delle cose che le persone sanno, che hanno appreso durante la loro esperienza e formazione personale e professionale, ma so anche che per definizione, chi dice di avere raggiunto la qualità, in quel preciso istante l’ha persa, perché la qualità é un costante e continuo miglioramento. Le competenze devono sempre essere ampliate ed in questo articolo io stesso ammetto di aver superato quel modello gestionale anacronistico meccanicistico aziendale, inefficace nel periodo di crisi che stiamo attraversando.

Diversamente dalle competenze, le attitudini rappresentano invece il nostro modo di essere, i tratti della personalità, le capacità comportamentali, le predisposizioni e le inclinazioni naturali. Sono per la maggior parte innate, e per questo più difficili da acquisire, ma possono essere valorizzate.

Le attitudini sono importanti perché ci distinguono, ci caratterizzano, ci descrivono, ci suggeriscono quali sono le nostre potenzialità. Ecco quindi che la motivazione è la sola che ci spinge ad agire, a compiere determinate azioni, ad assumere un certo comportamento. La motivazione è una questione personale. O c’è o non c’è. Alcuni prendono la motivazione dalle sfide, dalle stesse difficoltà, che invece affliggono e deprimono gli altri.

Il mio compito come consulente di direzione per le strategie di impresa e per la gestione strategica delle persone, è sempre quello di motivare e di dare alle persone motivate qualcosa in cui credere, un obiettivo personale e professionale per cui lavorare che sia più grande delle loro mansioni. Che triste avere un’occupazione, invece di un lavoro! Triste è solo presentarsi al lavoro per svolgere il proprio “compito”, invece di desiderare di essere “competenti”.

Queste persone non faranno niente di più (effetto Pigmalione). Le persone hanno bisogno di sentirsi ispirate, motivate!

È questo che ho fatto: creare un ambiente in cui le idee possano nascere, nel quale ciascuno si senta spronato a partecipare, a migliorare i processi, a contribuire alla crescita collettiva, perché condividere le idee genera la motivazione. Crescita professionale e crescita personale sono sovrapponibili. In ogni organizzazione, ciascuno interagisce anche involontariamente con l’altro ed il suo modo d’essere e di comportarsi condiziona l’ambiente in cui vive e a sua volta ne subisce l’influenza.

Nel 2021 per essere pronti ad affrontare questa crisi post Covid, occorre subito lavorare sul contesto che incide sulla qualità delle relazioni interpersonali e sul modo di interagire tra le persone nella relazione fiduciaria dialogica tra medico e paziente ed all’interno dello stesso team di lavoro.

Se non abbiamo stima di un collaboratore o di un dipendente, quest’ultimo percepirà i nostri segnali negativi e formerà la convinzione personale di non essere all’altezza, quindi la conseguenza sarà quella di incentivare comportamenti che susciteranno una nostra reazione inconscia e finiremo per trattare il collaboratore o il dipendente proprio come si aspettava. “Meno ci si aspetta da una persona, meno questa farà”.

Durante questa crisi, il modo migliore per superarla è quello di imparare a ristrutturare l’organizzazione della cultura del lavoro per creare la filosofia di un ambiente di lavoro sereno e produttivo, creativo.

Ho sempre lavorato con i miei clienti per incoraggiare i dipendenti a fare meglio e di più, con maggiori aspettative ed insieme abbiamo ottenuto il massimo, accrescendo la soddisfazione personale e professionale e quindi naturalmente i guadagni dell’azienda.

È stata questa la filosofia vincente per riuscire a cogliere le opportunità che hanno permesso di volgere in meglio le situazioni e rendere positivo il contesto, con reciproco vantaggio per i team e per i pazienti. I risultati non si sono fatti attendere.

Il 2021 sarà l’anno  dove occorrerà “trasformare la crisi in opportunità”.

Noi lo faremo applicando il “Metodo Arianto”, un percorso che considera che, sebbene la realtà sia sempre oggettiva, quello che può cambiare è la percezione di ciò che accade, il “significato” della realtà. Riuscire a capovolgere le situazioni, ridefinirle secondo una nuova filosofia aziendale e presentarle sotto una luce migliore, può avvenire solo partendo dal presupposto che nessuna esperienza è positiva o negativa in sé, ma occorre considerare che ciò che trasforma una crisi in una opportunità è solo il “contesto” entro il quale si inserisce.

Vedere le persone lavorare con passione, le rende più capaci ai nostri occhi. Quando ci piace molto fare qualcosa e vi dedichiamo tutto il tempo e l’energia che abbiamo, allora il nostro talento si sviluppa consapevolmente o istintivamente. Si può avere passione e non essere capaci a fare qualcosa. Se invece abbiamo talento allora probabilmente con impegno e perseveranza potremmo diventare più bravi. Il talento è oggettivo, la passione è soggettiva. Ho sempre pensato  nelle persone con la “volontà” (passione) che potessero sviluppare alcune capacita (talento), anche sapendo che non sarebbero mai diventare dei fenomeni. Ecco perché nelle mie consulenze di management ho sempre premiato la volontà delle persone. I risultati arrivano.

La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra loccasione – Lucio Anneo Seneca.

Non basta far bene il proprio lavoro, bisogna che gli altri lo percepiscano e lo raccontino. Se non siamo in grado di soddisfare i bisogni di qualcuno al punto che questi ne parli con altri (Qualità Percepita e pazienti divulgatori con il Referral Program), faremo fatica a generare un guadagno consolidato nel tempo, anche al tempo della crisi e successivamente nella ripresa del post. Senza uno scopo, una motivazione, una convinzione profonda, senza una filosofia aziendale, si rischia di fare le scelte sbagliate, nel lavoro come nella vita e di subire le crisi senza vere le energie per superarle, mentre altri ne traggono opportunità. Si rischia di spendere in costosa e banale pubblicità, spersonalizzando il legame forte con i clienti-pazienti e disattivando il passaparola evoluto, invece di incentivarlo (Referral Program Arianto e Kit di Comunicazione Interno).

La gente quando compra non guarda cosa fate, ma perché lo fate.” – Simon Sinek”.

Chi ha un perché abbastanza forte, può sopportare qualsiasi come.” – Friedrich Nietzsche”.

La filosofia aziendale è l’enzima del 2021, l’acceleratore di reazione, che permetterà di guardare al futuro non rispetto ai dati ed alle procedure, ma innanzitutto allo scopo, alle cause, al perché l’azienda, lo studio odontoiatrico libero professionale esiste e viene apprezzato attraverso la sua reputazione sul mercato.

In questa crisi la differenza tra le aziende è nel perché lo fanno.

Qual è la finalità, la consapevolezza ed il senso della loro esistenza, la ragione d’essere verso i pazienti che li hanno scelti e quelli che li sceglieranno.

È questa la risposta che fa la differenza tra i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti.

Per molti il 2021 sarà anche l’anno dell’innovazione digitale e sarà l’investimento fondamentale per il loro futuro. L’innovazione digitale impone un cambiamento nell’organizzazione aziendale e ciò avverrà principalmente grazie ai temi della filosofia aziendale e della motivazione di cui sopra vi ho raccontato. Se l’ambiente di lavoro sarà adeguato, permetterà alle persone di pensare e di lavorare con passione e dinamismo, non con mentalità rigida, con quella flessibilità fondamentale per risolvere i problemi (Problem Solving).

Per superare questa crisi, occorre quindi puntare sull’acquisizione di un ruolo forte e stabile nel mercato, bisogna andare oltre il valore dell’utilità e della convenienza, meditare sul senso della propria attività, puntare sulla comunicazione dei perché e sul significato del proprio valore aggiunto.

Linnovazione è un principio di soluzioni creative e di un modo di pensare più “laterale”, pensare e lavorare insieme in modo dinamico e non rigido e imposto, spesso è da qui che nasce linnovazione, è responsabilità sociale per coniugare il valore etico con la ricerca del profitto.

Per affrontare i cambiamenti organizzativi necessari per la ripartenza, l’economia della consapevolezza e della solidarietà sociale sarà tra le strategie migliori del 2021, accrescendo il senso di appartenenza, le competenze, i centri di responsabilità ed il riallineando all’operato aziendale con i propri valori, attraverso una consapevolezza profonda, generando la competitività innovativa,

Il 2021 sarà un anno dove bisognerà “semplificare” i processi organizzativi per renderli più efficaci. Consapevolmente bisognerà anche capire che le statistiche ci hanno sempre dato risultati interessanti, ma sempre “a posteriori” e nei periodi di crisi sono dati che spiegano ciò che è successo quando il mondo è già nel frattempo cambiato. Le ricerche di mercato in questi anni ci hanno indotti ad immaginare previsioni mai realizzate. Con la pandemia abbiamo visto come le scelte dei consumatori non siano state pienamente razionali e che sono state le emozioni a guidare le decisioni di acquisto; in questo contesto, dunque, le informazioni ottenute dalle canoniche ricerche di mercato non sono state attendibili. Il Marketing diventa sempre di più Neuromarketing, meno ricerche e razionalità e più emozioni.

Quindi non possiamo sottovalutare queste evidenze nell’implementazione delle strategie di comunicazione: le tradizionali ricerche di mercato da sole non sono più sufficienti per condurre un’indagine completa. Sotto stress, ad esempio durante un focus group, i pazienti tendono a dire cose totalmente diverse da ciò che effettivamente suggerisce il loro comportamento e questo ovviamente vanifica gran parte delle ricerche di mercato che si basano sul presupposto che i pazienti siano onesti e precisi. Non si parte con l’intenzione di mentire, è solo che la mente inconscia interpreta meglio il comportamento di quanto non faccia la mente cosciente.

Le persone non pensano quello che sentono, non dicono quello che pensano, non fanno quello che dicono” – David Ogilvy.

Saranno profondi i cambiamenti anche nelle strategie di Marketing in Sanità.

Semplificare, sarà la parola d’ordine del 2021, per una gestione più snella e centrata sui valori.

frustra fit per plura quod potest fieri per pauciora” (è futile fare con più mezzi ciò che si può fare con meno).

Vi ricordate del principio filosofico conosciuto come: “rasoio di Ockham”?

Oggi questo principio è molto citato soprattutto in ambito scientifico. In medicina, per esempio, un paziente che soffre di emicrania, dolore cervicale, febbre e confusione potrebbe avere contratto allo stesso tempo tre patologie distinte tra loro come emorragia subaracnoidea, torcicollo ed encefalopatia, ma una diagnosi unica di meningite permette di spiegare con una sola causa tutti questi sintomi riducendo il numero di ipotesi diverse e indipendenti, perciò un bravo medico preferirà la seconda possibilità alla prima, almeno inizialmente.

Il mancato approccio pratico del rasoio di Ockham è una caratteristica delle pseudoscienze, in tutti quei casi in cui si cerca di spiegare un fenomeno più o meno sconosciuto, ipotizzandone altri ancora più improbabili, come succederà tra miti e realtà sui vaccini nella fase della ripartenza. Non complicatevi la vita allora, nei momenti di crisi, soprattutto nelle fasi che caratterizzeranno il 2021 della ripartenza, non disperdete energie, non avrete bisogno di rendere più complessa la vostra già articolata professione tra adempimenti burocratici, complessità clinico terapeutiche e normative in continuo divenire.

Per quel poco che possa fare con un semplice articolo, cercate di fare tesoro di qualche suggerimento.

Antonio Pelliccia
Prof. Economia ed Organizzazione Aziendale a c Università Cattolica del Sacro Cuore Roma Policlinico Agostino Gemelli – Università Vita e Salute Ospedale S. Raffaele di Milano. Consulente di Direzione per le Strategie di Impresa e per la Gestione Strategica delle Risorse Umane
Academy Member of American Marketing Association