Qualche mese fa ero a Napa Valley San Francisco

ed oggi #iorestoacasa, ma…

Cari clienti ed amici odontoiatri, spero stiate bene.

Io sono in quarantena, ma sto bene.

Ho aspettato a scrivervi, per il senso di responsabilità e per la professionalità che mi compete nell’adempimento delle funzioni e del ruolo che, come manager e docente, oltre che come vostro consulente sul management, mi compete.

In questa prima fase di emergenza nazionale ho preferito lasciare spazio ai comunicati ufficiali delle Istituzioni, delle quali per alcune faccio parte, per non sopra affollare di informazioni ridondanti la grave situazione determinata dagli eventi generati con la diffusione del malefico Covid-19.

Nei prossimi giorni contatterò personalmente chi di voi è attualmente in consulenza attiva e insieme al team Arianto abbiamo lanciato l’iniziativa #parliamoneinsieme.
Saremo disponibili per ascolto, confronto e suggerimenti gratuiti per quelli di voi che, ricevendo questo mio comunicato, vogliono confrontarsi sulle azioni economiche, strategiche e di mercato più adeguate per affrontare l’attuale situazione e la successiva ripresa delle attività che dovrà trovarci pronti e lungimiranti.

Riporto un bellissimo articolo del Prof. Giuseppe Pantaleo, Ordinario di Psicologia sociale e direttore di UniSR-Social.Lab, il laboratorio di Psicologia sociale della Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di cui mi onoro di far parte come docente.

Coronavirus: da settimane sui media si alternano notizie allarmistiche e rassicuranti, dati oggettivi e opinioni personali, facendo prevalere sensazioni di incertezza e di dubbio.
Come reagiamo in queste situazioni?

“In questi giorni di ‘coronavirus’ i media ci hanno mostrato reazioni contrastanti dinnanzi al pericolo: da un lato, la paura; dall’altro, la tendenza a minimizzare.
Si tratta di reazioni note alla Psicologia sociale, che da sempre studia emozioni, motivazioni e comportamenti sociali.
In situazioni di incertezza, l’emozione che chiamiamo ‘paura’ tende ad aumentare in proporzione all’importanza delle conseguenze, immaginate o reali, di ciò che l’ha scatenata nel nostro caso, il rapido diffondersi del contagio. Il ‘contagio sociale’ dilaga velocemente, forse più velocemente di quello reale.
Non appena apprendiamo informazioni più precise, però, la situazione cambia: riduciamo l’incertezza tentando di stimare il rischio soggettivo di venire contagiati. Il rischio è quantificabile, anche solo soggettivamente; l’incertezza no.
Conoscere il rischio, da un punto di vista psicologico, è rassicurante. Sapere, per esempio, che il virus non è letale, se non in casi particolari, per molti di noi è già un sollievo.
A questo punto, però, si verifica un effetto paradossale, ben noto in Psicologia sociale e nitidamente predetto dalla teoria dell’intensità delle emozioni di J.W. Brehm: all’interno di un certo intervallo, all’aumentare dei tentativi di rassicurare i cittadini, aumenterà l’intensità della paura. In tale frangente, quindi, sarà meglio dare poche, precise informazioni rassicuranti, piuttosto che insistere nei tentativi di rassicurazione. Questo è esattamente quanto ha stabilito per nostra fortuna il Governo qualche giorno fa, decidendo di cambiare strategia comunicativa: un solo bollettino ufficiale al giorno (questa decisione, ovviamente, non ci mette al riparo dal rischio ‘social’, pur rappresentando un passo avanti rispetto ad approcci più empirici).
Oltre questo intervallo, un’elevata concentrazione di notizie rassicuranti chiare, ripetute, univoche nei loro contenuti non farà semplicemente diminuire, ma addirittura scomparire la paura, che verrà rapidamente sostituita da un nuovo mix di emozioni e comportamenti sdrammatizzazione, battute divertenti ecc. In altre parole, l’andamento della paura non è lineare; segue una funzione matematica cubica: la paura sarà grande in condizioni di incertezza; ridotta di fronte a poche, chiare notizie rassicuranti; nuovamente elevata in presenza di una quantità maggiore (!) di notizie rassicuranti (ma ancora insufficienti ad arginarla); definitivamente ridotta in presenza di notizie chiare e fortemente rassicuranti.”

#parliamoneinsieme

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Vogliamo e dobbiamo starvi vicino per affrontare al meglio l’attuale situazione e ci faremo trovare pronti nella successiva ripresa delle attività lungimiranti come sempre.