Ai dentisti oggi servono pazienti.

Non siamo più negli anni ’80 o ’90, quando più di venticinque anni fa introdussi il tema economico sull’ottimizzazione dei costi, spiegando ai dentisti quanto fosse importante e prevalente per un libero professionista che investe in risorse umane ed economiche, controllare i costi. All’epoca era sufficiente il controllo di gestione, perché per i titolari di uno studio dentistico il problema non era, come oggi, avere più pazienti, ma selezionarli ed ottimizzare i costi. Oggi le priorità sono ben altre.

E siccome non si può pensare di vivere decontestualizzati dall’attuale panorama storico, sociale, politico, giuridico ed anche propriamente economico, il dentista oggi non può permettersi ragionamenti anacronistici, superati da vecchi schemi logici di un mercato profondamente cambiato in questi ultimi vent’anni.

Da anni ormai il Controllo di Gestione non basta più, forse oggi non è neanche più così fondamentale, a volte può addirittura creare insicurezza e limitare la voglia di rischiare ed investire… è semmai a malapena applicabile esclusivamente alle grandi aziende, dove i grandi numeri lo giustificano ancora, sebbene anche qui molte cose stiano cambiando e lo vedremo alla fine di questo articolo, ma non per la maggioranza degli studi dentistici…

Oggi per la maggior parte dei dentisti, è inutile ed eccessivo perdere tempo e denaro, distraendo risorse pensando di diventare il commercialista di se stessi. Certi calcoli potrebbero inibire perfino la voglia di investire, di innovare o di competere.

Ciò che oggi è importante è saper guardare oltre i numeri, avere quell’intuito e quelle fondamentali energie che determinano la capacità dell’essere un imprenditore di successo nel saper motivare le persone, formando il team ed i pazienti.

Da soli il controllo di gestione, l’economia ed il fisco, svincolati dalle discipline del management come il marketing, le neuroscienze, la psicologia dei consumi, la comunicazione nel Webmarketing, non producono alcun risultato efficace. Oltre tutto le aziende sono composte da persone e pensare di migliorare la gestione attraverso il controllo economico senza concentrarsi primariamente sulle risorse umane e su quelle di mercato, è managerialmente un errore imperdonabile che costerà più caro di qualsiasi controllo di gestione o teorica determinazione di un listino che potrebbe non trovare semplicemente riscontro sul mercato.

Per il dentista oggi il tempo ed il denaro sono beni sempre più preziosi e perderli in corsi che affrontano solo parzialmente la singola tematica economica, a volte banalizzandola superficialmente credendo così di semplificare ciò che richiede invece anni di studi, è una perdita inutile di risorse ed energie, generando perfino la frustrazione gestionale con l’incertezza sul futuro tipica di coloro a cui manca una visione globale del management.

Non voglio ripetermi ogni volta, ma la formazione imprenditoriale e manageriale deve essere completa e non parziale. Non bisogna lasciarsi convincere da chi propone un corso, piuttosto che un altro, ma scegliere un percorso completo, serio ed autorevole, perché la qualità della formazione costa sempre meno della non qualità. E nella formazione la qualità si percepisce dal livello di aggiornamento, di continuità, esperienza e raggiungimento dei risultati dei docenti che, secondo autorevoli fonti, devono sempre poter dimostrare con i loro curriculum le capacità consolidate.

Dichiarare che per la maggioranza dei dentisti di oggi calcolare i costi sia l’unico metodo per gestire correttamente lo studio, anteponendo il controllo di gestione rispetto al marketing, alle neuroscienze alla psicologia dei consumi, al diritto, alla comunicazione webmarketing e social media, è altrettanto sbagliato come sostenere che si possa imparare ad elaborare calcoli predittivi sul business con semplicistici ragionamenti sui listini, o sulle statistiche, che nella realtà pratica verranno regolarmente disattesi.

Rimango perplesso e considero scorretto quando vedo, leggo e sento sostenere che il prezzo sia determinato dai costi, quando oggi il prezzo lo decide solo il mercato. Tutte inutili e teoriche le analisi di un controllo di gestione anacronistico e svolte a posteriori, svincolato dall’insieme delle discipline economiche, del marketing e della comunicazione, oltretutto spesso elaborato su dati inseriti più o meno precisamente, completamente o distrattamente da più persone sul software dello studio dentistico (più meno che più…).

Completamente sbagliato poi affermare che il prezzo non sia una leva del marketing! Al contrario! Dannoso impelagarsi in un astratto controllo di gestione senza dare assoluta priorità ad una saggia idea di gestione dell’attività centrata sulle risorse umane e sugli investimenti nello studio dentistico. Più che di Controllo di Gestione si potrebbe semmai parlare di Gestione sotto Controllo, come ho scritto qualche mese fa in un mio precedente articolo, introducendo così nella formazione personale di ogni dentista tutte le principali discipline del management, per una visione completa che dia sicurezza e affidabilità al dentista imprenditore e permetta di prendere le migliori decisioni in quel momento.

Il successo economico dello studio dentistico dipende quasi totalmente dalla capacità di saper decidere sugli investimenti e dall’intuito imprenditoriale, non dal calcolo teorico di numeri astratti!

Al dentista oggi servono concrete e reali strategie di successo professionale, basate sulla pianificazione esclusivamente personale e sulla capacità di gestione oggettiva ed individuale del rischio di impresa. Serve una formazione completa, affidabile ed autorevole.

Realisticamente il vero disagio del professionista che genera la sua insicurezza nel futuro è quando si confondono i veri problemi con le soluzioni sbagliate‼️

Per curiosità e per aiutare una profonda riflessione, vi riporto il testo di un recente articolo, successivo al seminario sull’innovazione, organizzato da The Business Roundtable il gruppo che riunisce 200 aziende multinazionali americane fra le quali Amazon, JPMorgan e Ge: la visione del business sta cambiando, i premi Nobel dell’economia vengono insigniti di questa prestigiosa onorificenza per le loro attività in ambito sociale e di mercato. L’estratto dell’articolo che vi riporto è stato pubblicato in data 18 agosto di quest’anno 2019…

“Le principali aziende di Wall Street e colossi finanziari – da Jp Morgan ad Amazon, da BlackRock a General Motors – hanno reso pubblico un documento in cui sostengono che per creare valore di lungo periodo, le azioni non devono solo portare dividendi ai propri azionisti ma tener conto di quello che in Europa chiamiamo “economia sociale di mercato”. Le duecento imprese firmatarie fanno parte di “The Business Roundtable”, un’associazione imprenditoriale che raccoglie le maggiori imprese e grandi multinazionali americane, il cuore del capitalismo a stelle e strisce. Per decenni le aziende hanno spostato fabbriche, delocalizzato produzioni, cercato di minimizzare il prelievo fiscale spostando sedi legali nei punti più vantaggiosi del pianeta, chiesto flessibilità sul lavoro senza limiti e fuggendo al primo stormire di fronda da un mercato in crisi. Ora basta. Jamie Dimon, il Ceo di JPM e presidente della Business Roundtable, un duro che ha saputo affrontare momenti difficili, ha spiegato che “il sogno americano è sempre vivo ma si sta logorando”. Secondo lui, i grandi datori di lavoro “stanno investendo nel loro personale e nelle loro comunità perché sanno che questo é l’unico modo per avere successo nel lungo termine.”

Sta cambiando il vento nuovamente… Più motivazione, marketing relazionale, welfare, non sono astratti e teorici conteggi sui numeri di un arido controllo di gestione avulso e scollegato da una formazione imprenditoriale completa ed autorevole.

Ai dentisti oggi servono pazienti…