Anche quest’anno si è concluso con grande successo l’Expodental, un’edizione che ricorderò tra le decine a cui ho partecipato sia come relatore, che come espositore grazie ad Arianto.

L’Expodental della ripartenza, delle prospettive dell’ortodonzia, dei giovani che si affacciano alla professione, dei loro padri che mi venivano a trovare per presentarmi i figli e sviluppare quel patto generazionale fondamentale in questo momento storico, economico, culturale e sociale.

L’Expodental dei tanti amici delle aziende che si impegnano ogni giorno e dei progetti che non mancheranno mai per fortuna di esistere.

L’Expodental dei dati e delle analisi, ma anche delle tante bellissime emozioni di chi ascoltando le mie relazioni non smetterà mai di credere che il futuro gli appartiene!

Frequenti sono le state domande che mi sono state poste da chi vuole garantire un futuro ai figli che continueranno la professione familiare.

  • Quanto vale il mio studio?
  • Come si calcola l’avviamento professionale?
  • Quali sono le regole corrette per cedere lo studio?

Domande lecite perché il patto generazionale è un’operazione che non deve essere lasciata al caso, ma va studiata e progettata per tempo, senza banalizzare il “lavoro di una vita”, per offrire una reale opportunità a chi proseguirà…

Si deve generare valore circondandosi dei giusti collaboratori, del giusto staff, della giusta organizzazione… una vera e propria logica orientata al futuro, che ha come obiettivo la continuità dello Studio nel tempo e mantenere, se non persino accrescere, il valore economico creato.

Quali sono le giuste regole del Passaggio Generazionale?

Non esistono dei canoni sempre validi in senso assoluto, perché ogni studio ha una propria realtà, le proprie caratteristiche, la propria storia… esistono però delle regole e dei segreti per cedere lo studio.

È fondamentale innanzitutto impostare una strategia per tempo, almeno un triennio prima.

  • Dotarsi di un sistema di controllo di gestione efficace, in grado di fornire gli indici di performance che permettono di avere più chiaro il valore di ciò che verrà ceduto.
  • Valutare la presenza dei propri collaboratori all’interno dello studio, quanto questo incide sulla produzione e quanto contribuiscono a generare valore, sia in termini economici che in termine di fidelizzazione dei pazienti.
  • Definire deleghe, obiettivi e protocolli ai collaboratori, per creare una struttura autonoma, più facilmente tramandabile e che garantisca la continuità e la sicurezza organizzativa.
  • Valutare attentamente la compliance fiscale, giuslavoristica e normativa in genere per ridurre potenziali rischi. Tutti gli aspetti economici e contrattuali quali le clausole non concorrenza, le metodologie e tempi di pagamento, i meccanismi di finanziamento. Individuare la corretta forma societaria (Studio monoprofessionale, studio associato, Srl, Stp….) ed i conseguenti aspetti fiscali.

È necessario comprendere dove sta andando lo studio professionale ed in generale l’attività e pensare al futuro, raccogliendo e sviluppando le energie vitali per favorire l’intuito imprenditoriale e la misurazione degli investimenti, pianificandoli strategicamente.

Impostare l’organizzazione all’insegna dell’efficienza e dell’efficacia per mettere in sicurezza l’attività presente ed il futuro economico, senza perdere tempo e senza distrazioni.

Circondarsi delle persone giuste e favorire il benessere di chi vi lavora, perché la consapevolezza di avere in comune ideali e convinzioni dà origine alla fiducia. Serve puntare sull’organizzazione, sulla chiara definizione di ruoli e delle funzioni. Le decisioni aziendali, nell’interesse del gruppo, sono frutto della stessa visione condivisa.

Facciamo tutti parte di un sistema che per vivere deve essere sinergico, generando armonia tra titolari medici, collaboratori, dipendenti, pazienti, fornitori, consulenti.

L’approccio filosofico imprenditoriale non crede nella contrapposizione tra valori etici e profitto, ma è la conferma che l’esistenza di un’attività che realizza la sua missione aziendale sui valori, porti alla creazione di profitto nel medio e lungo termine. Al contrario, i problemi sorgono se si punta esclusivamente a massimizzare il profitto a breve termine.

Coltivare quindi la conoscenza interna per trasformarla in valore di mercato, investire nelle persone che rivestono da sempre un ruolo fondamentale per il successo in Sanità. Stimolare sempre i propri dipendenti e collaboratori investendo nella loro formazione, nella crescita del loro vissuto professionale, delle conoscenze e delle esperienze individuali.

La forza comunicativa diventa esponenziale all’esterno e fa crescere la stima e la reputazione dello Studio, dimostrando infatti come il successo derivi dalle persone che ne fanno parte, soprattutto se animate da motivi diversi dal mero vantaggio economico e questo si traduce in una percezione di valore reale non misurabile in denaro: la fiducia del mercato.

Per sapere come affrontare al meglio il Patto Generazionale…