Ecco perché una promozione sana e deontologica è capace di concorrere al successo di ciascun professionista

Dati Banca d’Italia mettono in evidenza come  nell’ultimo decennio ci sia stato uno spostamento della ricchezza nelle fasce di età più avanzate; inoltre le persone nate tra il 1945 e il 1964, i baby boomers, che hanno contribuito enormemente alla crescita demografica ed economica del paese, nei prossimi anni affronteranno il  più grande passaggio generazionale mai avvenuto i Italia.

Per 8 italiani su 10 il testamento è ancora un tabù, ciò significa che nell’80% dei casi si lascia che la successione o il passaggio generazionale venga gestito secondo leggi dello Stato, e in caso di successione giudiziale i tempi medi si allungano a 4/5 anni.

La mancata pianificazione potrebbe generare due tipi di rischi.

Il primo rischio è quello dell’inasprimento fiscale.  La tassazione italiana sulle successioni è la più bassa tra i paesi occidentali.

Nel 2015 abbiamo avuto un richiamo dalla Commissione Europea atto ad una revisione delle imposte di successione e nella prima bozza della successiva legge di stabilità si prospettava un innalzamento della aliquota minima da 4 all’8% ed una riduzione della franchigia in linea diretta dal 1 milione a 300mila euro.

Se a questa riduzione si aggiunge il processo già in atto di rivalutazione catastale (allineamento dei valori catastali ai valori commerciali degli immobili) la franchigia sarà molto più raggiungibile e l’imposta graverà su numero molto maggiore di cittadini.

Il secondo rischio, non finanziario, di frammentazione patrimoniale determina spesso litigiosità famigliare, discontinuità nella gestione aziendale e inefficienze temporali.

Immaginiamo l’ipotesi in cui un libero professionista con 2 figli, uno che lavora con lui nello studio di famiglia e l’altro che è professore a Londra. In caso passaggio generazionale non pianificato il professore si ritroverà proprietario di metà dello studio e, se lo studio fosse una società, di metà delle quote societarie; si sarebbe potuto destinare in vita, in una condizione di serenità famigliare, lo studio e la attività professionale al primo figlio e nello stesso tempo liquidare il secondo.

Il trust, le polizze vita, il fondo patrimoniale e i patti di famiglia sono tutti strumenti di protezione del patrimonio e di pianificazione, che possono essere utilizzati, ognuno secondo le diverse esigenze e sensibilità personali.

Pianificare significa proteggere la propria ricchezza e l’armonia famigliare, pianificare consente di mantenere il patrimonio integro, di prevenire liti tra gli eredi, di poter accedere a strumenti che minimizzino il carico fiscale, che ottimizzino l’attribuzione del patrimonio e che possano tutelare soggetti terzi ai legittimi.

A cura di Edoardo Toia,

consulente finanziario e gestore patrimoniale.

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