Oggi parliamo di qualcosa di cui raramente la maggior parte di voi ha sentito parlare: il Trust

Il Trust nasce nell’Inghilterra medioevale quando, ai tempi delle Crociate, i cavalieri in partenza per la Terra Santa lasciavano i propri beni in custodia ad amici fidati che restavano in patria. Nel caso in cui il crociato non fosse tornato, tali beni sarebbero stati trasferiti ai suoi successori, cioè sarebbero rimasti ancora in custodia a favore della sposa e dei figli, finché uno di questi ultimi non avesse raggiunto la maggiore età.

Il termine inglese Trust, la cui traduzione è “fiducia”, ricorda proprio il sentimento alla base di questa relazione.

Il trust diventa quindi un istituto giuridico anglosassone che ha come finalità quella di separare dal patrimonio di un soggetto alcuni beni per il perseguimento di specifici interessi a favore di determinati beneficiari o per il raggiungimento di uno scopo determinato, attraverso il loro affidamento e la loro gestione a una persona, il “trustee”, o ad una società professionale, la “trust company”.

Il Trust viene recepito dal nostro ordinamento e produce i suoi effetti  a partire dal gennaio 1992. Con la Legge Finanziaria del 2007, il Parlamento Italiano ha introdotto un’espressa disciplina in materia di trattamento tributario del Trust ai fini delle imposte dirette.

Non esiste un rigido ed unitario modello di trust, ma tanti possibili schemi che è possibile costruire in vista di una finalità ultima da raggiungere.

Le figure chiave del Trust sono:

  • Disponente: il Disponente è il soggetto che trasferisce denaro, investimenti, diritti e/o proprietà affinché siano affidati al Trustee come parte del Fondo del Trust.
  • Beneficiari: i beneficiari sono quei soggetti persone fisiche, giuridiche o enti indicati nell’atto di Trust oppure aggiunti successivamente alla costituzione del Trust nel cui interesse è costituito il Trust.
  • Trustee: il Trustee è il soggetto al quale vengono trasferiti i beni in trust con l’obbligo di gestire e amministrare in favore dei beneficiari.
  • Guardiani (facoltativo) il Guardiano è quel soggetto professionale o non, di fiducia del disponente, che può dare un indirizzo e svolgere funzione di controllo sull’operato del Trustee finanche a sostituirlo se non ritenuto idoneo.

Gli oggetti del trust possono essere beni immobili, beni mobili registrati (automobili, opere di arte…), titoli di credito, investimenti finanziari, partecipazioni societarie.

Il Trust consente di conservare l’unitarietà del patrimonio, individuando anche più gradi di beneficiari; consente di svincolare il godimento dei frutti del patrimonio dallo stesso, evita l’intervento di tutori esterni all’ambito familiare nel caso di minori o di portatori di handicap/disabilità e garantisce la permanenza del patrimonio in capo ai discendenti del fondatore.

Tramite il regolamento di Trust, il disponente può stabilire i criteri che dovranno essere seguiti per amministrare i beni in Trust.

L’atto  di costituzione del trust è unilaterale e consente  la segregazione del patrimonio in Trust, l’assolvimento delle imposte di donazione/successione al momento della costituzione stessa; l’impignorabilità e insequestrabilità di tutti i beni conferiti nel trust.

Antonio Pelliccia e Edoardo Toia

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